Get Social With Us
Una app per capire il bebè - Linear Apparecchi acustici
22834
post-template-default,single,single-post,postid-22834,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.6,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

Una app per capire il bebè

Riconoscere i motivi del pianto di un neonato: non è facile per un genitore, tantomeno per un medico che deve assistere un piccolo… come si fa a distinguere se si tratta di capricci oppure dolore, fame? In aiuto degli adulti, nel tentativo di semplificare la comunicazione coi neonati, l’Università della California ha creato una App (per ora in sola lingua inglese e spagnola) che ascolta i vagiti e, grazie a un algoritmo, li confronta con le oltre duemila voci raccolte in un database, interpretandoli. Inizialmente “Chatterbaby” (oggi in via di sperimentazione) era stata pensata per i genitori sordi, poi è stata estesa a tutti, in versione per Android. Gli studiosi stanno affinando un algoritmo perché impari da nuove situazioni e in futuro sia personalizzabile. In cantiere, anche un dispositivo da lasciare a fianco della culla, che invii un messaggio ai genitori, nel caso intercetti segnali di dolore nel pianto. Per ora si è capito che nel pianto alcune caratteristiche risultano comuni, dettate dagli stessi bisogni o ragioni: le alte frequenze indicano dolore, quelle basse fame; più il suono è intenso, più sta richiamando la nostra attenzione; poche pause tra un grido e l’altro danno l’allarme.