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Bombardamento acustico nel Mediterraneo - Linear Apparecchi acustici
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Bombardamento acustico nel Mediterraneo

Un autentico bombardamento acustico sottomarino per trovare il petrolio, a ridosso del santuario delle balene: il progetto di una società norvegese prevede, nel Mediterraneo, un’esplosione ogni 10 secondi, 24 ore su 24, tramite cannonate di aria compressa, a un’intensità sonora tra i 240 – 260 decibel, capaci di raggiungere in pochi secondi i 3mila metri di profondità… proprio là, tra Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana, dove i cetacei del Mediterraneo hanno trovato un riparo sicuro. La compagnia Tgs-Nopec intende cercare petrolio e gas col metodo “air-gun”, ovvero bombe ad aria compressa da sparare a ripetizione sui fondali. In base alla reazione del suolo si può capire se c’è un giacimento interessante. Ma una tale potenza acustica in natura viene superata solo da terremoti o vulcani sottomarini. Di fronte a un frastuono simile i cetacei rischierebbero di perdere l’orientamento e il parco diventerebbe un deserto.

“L’acustica -spiegano i biologi marini- consente ai cetacei di orientarsi nel mare, di comunicare, in alcuni casi di individuare le prede; un fenomeno sonoro così massiccio e intenso potrebbe avere ripercussioni inimmaginabili nel Mediterraneo…”

Istituito nel 1991, il Santuario è nato grazie all’accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Oltre che da balene è frequentato anche da delfini, capodogli, stenelle, tartarughe marine e orche… Il bombardamento dei fondali dovrebbe avvenire a circa 24 miglia dalla costa sarda, interessando una zona enorme, di circa 21mila km quadrati, dalla costa di Propriano (Corsica del Sud) fino al Golfo di Oristano, sfiorando le acque dell’Asinara.

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