Insieme nel mondo dei suoni

Era un po’ nell’ordine delle migliori cose che l’istituto Humanitas, uno dei simboli della buona sanità a Milano, si incontrasse con Linear, azienda nata a Genova da un gruppo di ricercatori universitari e ormai all’avanguardia nel campo degli apparecchi acustici. “Il legame che ci unisce è il prioritario interesse che abbiamo entrambi per assicurare il massimo grado di qualità della vita a coloro che ricorrono a noi”, ha dichiarato la presidente della
Fondazione Humanitas, Giuliana Bossi Rocca, aprendo il convegno “Insieme nel mondo dei suoni”, svoltosi il 5 giugno nell’auditorium di Rozzano. La giornata dei lavori ha sancito un gemellaggio non formale ma vivo, reale tra i due enti: “La nostra fondazione -ha spiegato la signora- è nata nel 1999 con la precisa missione di porre al centro della struttura sanitaria la persona, il suo benessere; e in questo senso ci siamo trovati in perfetta sintonia con il E gruppo di lavoro genovese. Dall’esperienza diretta, vissuta caso dopo caso, è nato tra noi e loro un rapporto non di semplice collaborazione, ma di stima, di fiducia, esteso sul versante professionale, personale, affettivo…”
Che questo non fosse un convegno come tanti altri, lo ha sottolineato subito Lucio Racca, numero uno della Linear, ricordando che pur nel profluvio di iniziative pubblicitario-promozionali, tipico degli apparecchi acustici, non sono contemplati -e non è certo un caso- momenti pubblici di verifica dei risultati ottenuti applicando gli apparecchi, tanto meno si rischiano confronti diretti, tra costruttori e protesizzati, magari sotto l’occhio dei media. Il perché è piuttosto intuibile. Al contrario il dibattito organizzato nella sede Humanitas è stato per tanta parte animato dalla viva voce delle esperienze dirette: racconti di ragazzi, di giovani, di anziani, o di genitori che hanno seguito passo passo il faticoso cammino in salita di un figlio ipoudente. Come le pagine di un prossimo libro, lette in un silenzio teso, carico di tensione, dove una madre ha riversato i suoi giorni di disperazione e di rabbia dopo troppi incontri con professionisti dalle sentenze spietate e non di rado sbagliate. Tutto questo -come hanno ribadito in molti- fino all’incontro più o meno casuale, spesso dovuto al passaparola, con quei ricercatori di Genova (ora anche a Milano, Roma e Bologna), capaci di ridare speranze negate. Nel suo intervento denso di riferimenti tecnici e volutamente privo di qualsiasi enfasi, Racca ha toccato però il tasto di una speranza addirittura eclatante al convegno: quella del miglioramento in molti casi delle soglie di udito, un fenomeno -se definitivamente dimostrato- che verrebbe a smentire principi ritenuti indiscutibili, quali l’andamento progressivo, senza possibili ritorni, della sordità. In proposito ha citato alcuni dati colti in tal senso dall’Istituto Ripamonti di Milano, dati che evidenziavano “incredibilmente” una ripresa della funzione uditiva, in seguito alla stimolazione acustica con l’uso delle alte potenze, rese però inoffensive dalla “non linearità”. Si tratta della svolta tecnologica impressa per la prima volta dal gruppo di ricerca di Racca, per cui le alte potenze vengono utilizzate per esaltare i rumori lievi abbassando al tempo stesso quelli più forti.

Ecco alcune relazione presentate durante il convegno:

  Arch. Martina Gerosa

  Dott.ssa Enrica Repaci

 Prof. Andrea Trucco

 Dott.Lucio Racca

 Trascrizione completa del convegno