Franca, 62 anni: “Sono diventata sorda da adulta, ma vado ai concerti”

Ho insegnato per oltre quaranta anni matematica e fisica e oggi sono una nonna felice con molteplici interessi.
Sono diventata sorda gradualmente, come diversi altri in famiglia, in età adulta. La perdita uditiva è media, si è assestata intorno ai 50 dB.
La spinta ad affrontare il problema mi è venuta dopo una vacanza in montagna presso amici con cui si trascorrevano le serate a chiacchierare, chi mi era intorno parlava anche bisbigliando con voce bassa e articolando poco le parole, al punto che ogni discorso diventava per me incomprensibile!
Una conoscente impegnata in un’associazione che si occupa di bambini audiolesi mi ha fatto conoscere la Linear. Così sono andata a Genova. Mi è piaciuto tantissimo il primo colloquio avuto lì, rispetto a quello che avevo avuto in precedenza presso un altro centro audioprotesico.
Circa due settimane dopo, appena messe le protesi, quando sono uscita sulla strada sono stata come investita da un grande rumore; il secondo vivo ricordo è di quanto è accaduto nell’ambito del gruppo di studi sulla Palestina di cui faccio parte: alla riunione avvenuta dopo che ho messo gli apparecchi, è stato incredibile capire senza fatica quello che dicevano le varie persone.
È molto migliorata la mia vita, in particolare la comunicazione con i figli, il marito e gli amici: non devo più dire “Cooosa??” in continuazione.
Amo molto la musica e vado frequentemente ai concerti; ho riconquistato la pienezza dei suoni, anche grazie ad un accorgimento tecnico, infatti premendo un piccolo pulsante sugli apparecchi vengono ulteriormente amplificate le basse frequenze.
Situazioni negative mi capitano ad esempio sulla strada rumorosa e in ambienti come le grandi stazioni ferroviarie… ma lì il senso di fastidio per il rumore eccessivo tende a non risparmiare nessuno!
Al telefono appoggiando il ricevitore all’orecchio la protesi fischia un po’ allora preferisco toglierla.
Ho avuto svariate difficoltà di salute nella vita e quindi la sordità per me ha sempre rappresentato un problema relativo… ma la vivevo pur sempre come un handicap, che mi dispiace di aver trasmesso a mia figlia. Presso Linear mi hanno aiutato a sdrammatizzare la sordità, arrivando a percepirla e viverla non tanto come un handicap, ma come un problema che si può affrontare.
Mi è capitato di spiegare a un amico i motivi per cui andare alla Linear per trovare una soluzione ai suoi problemi di udito, gli ho sottolineato l’affidabilità e la professionalità dei suoi tecnici, così come la loro grande capacità di ascolto e l’incessante disponibilità nella progressiva messa a punto delle protesi, cogliendo le specifiche situazioni di ascolto. Gli tecnici Linear sono così attenti alla persona che ci si sente nella condizione di poter esprimere anche i piccoli disturbi e problemi, a cui si cerca di volta in volta di porre rimedio.