Mamma di M. 5 anni: “Fin da subito ha parlato con più scioltezza”
M., che oggi ha 5 anni, ha una sordità grave dalla nascita. Ce ne siamo accorti che aveva un anno. Era molto tranquilla, ma tutti ci dicevano che era normale, perché era nata prematura.
Quando le venne diagnosticata la sordità, all’ospedale della nostra città, suggerirono di “salvare” un orecchio, quello migliore. Avendo poi visto in TV un professore esperto di sordità, siamo andati da lui per una visita privata. Mi sentii trattata male. Quattro mesi dopo fu effettuato un nuovo esame audiometrico in ospedale, a cui seguì la seconda visita. Il professore parlava solo con me, senza considerare mio marito. “Vada a mettere subito gli apparecchi alla bambina” disse. M. ha messo i primi apparecchi che aveva 2 anni.
Abbiamo fatto logopedia presso l’ospedale di un’altra città per due anni, finché non è nata la sorella. Ora la facciamo dove abitiamo, ma con incontri sempre più diradati, perché sono stati raggiunti i risultati attesi.
Con i primi apparecchi M. era nervosissima, era come se avesse una carica elettrica addosso… li toccava continuamente, poi si abituò a tenerli. Pian piano imparava a parlare sia attraverso la logopedia, sia attraverso gli stimoli che le venivano dall’ambiente.
Trascorso un anno un’amica di un’amica ci ha segnalato la Linear, dove aveva portato il suo bimbo. Con gli apparecchi endoauricolari M. si è rilassata ed è migliorata ulteriormente! Fin da subito capiva da dove la chiamavamo e soprattutto ha iniziato a parlare con più scioltezza, ripetendo meglio i suoni. Le sue parole sono diventate più nitide e armoniche.
Stimolata dalla sorella più piccola, ha iniziato a usare il telefono, imparando a tenere la cornetta ben posizionata… Oggi fa a gara con la sorella per conquistare per prima la cornetta!
La sordità in un primo tempo ci spaventò, era una realtà che non conoscevamo! Pian piano abbiamo imparato ad accettarla, conoscendola, vivendo giorno per giorno la situazione di M. e venendo a contatto con quella degli altri. Ciò che mi spaventava, all’inizio, era la non-comunicazione, il timore, dimostratosi poi infondato, che M. potesse crescere in un mondo isolato.
La sordità, come tutte le cose negative, può spaventare… poi vivendole, anche difficoltà che al primo impatto sembrano insormontabili, sono realtà poi meno drammatiche di quello che ci si immagina. Mi ha aiutata il mio carattere aperto, quindi non ho mai esitato a parlarne con chicchessia dei nostri problemi, che per me non sono da nascondere… dobbiamo imparare a vivere con più normalità le diversità!
Linear per noi è diventata quasi una seconda famiglia, per ciò che riguarda il problema di M. I suoi tecnici riescono a combinare l’affetto alla professionalità. L’ambiente è positivo e accogliente per i bambini ma anche per i genitori! E questo è fondamentale.
La speranza è che un domani M. si ritrovi a non dover più portare gli apparecchi, ma se ciò non fosse possibile, credo che mia figlia vivrà ugualmente una vita bella e normale.