Get Social With Us
Un test uditivo per individuare i traumi - Linear Apparecchi acustici
21952
post-template-default,single,single-post,postid-21952,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.6,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

Un test uditivo per individuare i traumi

Un semplice test dell’udito potrebbe essere utilizzato in un prossimo futuro come biomarcatore efficace nel rilevare la gravità dei traumi cranici nei bambini.

Il modo in cui il nostro cervello risponde all’ascolto di suoni complessi potrebbe diventare un affidabile strumento di diagnosi, non invasivo e molto sensibile.

Lo suggerisce uno studio apparso di recente sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, nel quale i ricercatori della Northwestern University (Illinois, Stati Uniti) guidati dalla neuroscienziata Nina Kraus, sono riusciti a individuare la presenza di una concussione osservando alcune attivazioni cerebrali (i potenziali evocati uditivi, “frequency following responses”) in risposta a stimoli uditivi complessi come il parlato.

Il test ha permesso di identificare i bambini con trauma cranico con un’accuratezza del 90% (18 su 20) e quelli del gruppo di controllo (quindi non andati incontro a concussione) con un’accuratezza del 95% (19 su 20).

Nonostante il numero ridotto del campione studiato (in totale 40 bambini di età compresa tra 11 e 15 anni), gli autori sono soddisfatti dei risultati, anche perché il trauma cranico è spesso difficile da monitorare, in particolare nei soggetti giovani.

Spesso la concussione è un evento clinico non diagnosticato. In Italia, le stime parlano di 250 casi all’anno ogni 100mila abitanti con oltre 2.000 ricoveri ogni milione di abitanti. In genere, la diagnosi si basa sui sintomi, disturbi come vertigini e stordimento e a volte si avvale di esami diagnostici come la TAC o la risonanza.