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Gli squilli dei giovani capodogli - Linear Apparecchi acustici
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Gli squilli dei giovani capodogli

Lo studio dei suoni emessi dai capodogli ha permesso di distinguerne almeno di due tipi: i “click”, simili a scatti, e i “trumpet”, più squillanti. I primi sono frequenti e i ricercatori hanno potuto raccogliere molte informazioni sul loro conto. Se ne conosce il significato in base alle tonalità, alla frequenza e alla struttura armonica. Sono utilizzati sia per la comunicazione fra individui sia per l’ecolocalizzazione, soprattutto quando i capodogli si immergono a grandi profondità dove la luce non arriva. I “trumpet” invece vengono rilevati di rado e finora se ne sapeva poco. Siccome vengono emessi poco prima di cominciare le immersioni in profondità, si pensava che fossero un modo degli animali per schiarirsi la voce, che poi avrebbero utilizzato per i “click”. Una ricerca guidata da Daniela Silvia Pace, con un team in cui sono coinvolte università La Sapienza di Roma, istituto Tethys di Milano e università di Pavia, ha però proposto una nuova ipotesi. Lo studio è stato effettuato su 203 registrazioni prese in 22 anni nel santuario dei cetacei Pelagos fra Liguria, Francia e Corsica. I giovani capodogli lasciano molto presto il branco, ma rimangono in comunicazione fra loro fino al raggiungimento della maturità sessuale. In questa fase prepuberale, secondo l’ipotesi, utilizzerebbero i “trumpet” associandoli all’attività di alimentazione. Sarebbero quindi soprattutto i giovani maschi non ancora maturi a utilizzare questi messaggi. Lo studio proseguirà e dovrà determinare se questi suoni sono  emessi volontariamente oppure no.