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Onde acustiche e atomi artificiali - Linear Apparecchi acustici
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Onde acustiche e atomi artificiali

È stata sperimentata una nuova strada per studiare gli atomi artificiali: invece di usare le onde luminose si possono sfruttare quelle acustiche.

La dimostrazione è stata pubblicata recentemente (ottobre scorso) in uno studio su “Science”, firmato da Martin Gustafsson e colleghi, della svedese Chalmers University of Technology.

In un circuito elettronico che ha diversi stati energetici, come un atomo osservato in natura, il passaggio da uno stato all’altro, descritto dalle leggi della meccanica quantistica, è accompagnato dall’emissione o dall’assorbimento di luce.

I ricercatori svedesi ha studiato le reazioni dell’atomo artificiale (un centesimo di millimetro) colpito da onde acustiche di superficie (abbastanza corte da funzionare con un microchip su cui è posto l’atomo artificiale).

Le differenze rispetto all’accoppiamento con la luce sono considerevoli: il suono ha una velocità di propagazione decisamente inferiore e ha quindi una lunghezza d’onda molto breve rispetto alla luce.

L’atomo artificiale può avere dimensioni molto più grandi rispetto alla lunghezza d’onda del suono, a tutto vantaggio della possibilità di controllo delle proprietà dell’apparato. L’interazione con il suono può essere estremamente forte e stabile. Tutto questo –secondo gli scienziati- andrà a vantaggio degli studi quantistici e potrà avere conseguenze positive nella ricerca finalizzata ad esempio alla realizzazione di computer molto più potenti degli attuali.